Dicono di Lei

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Dicono di Lei

ANNA ROTA MILANI

Laura Scottini, Dicembre 2018

Il critico Paolo Levi afferma che Anna Rota Milani “ricrea la magia di ambientazioni che sembrano affiorare dalle pagine di una narrazione romantica, luoghi di ricordo e di meditazione, dove la contemplazione della natura si fa estasi silenziosa e viaggio solitario alla ricerca di un’oasi di bellezza”.
…Si entra in una sorta di silenzio abbagliante, uno spazio non spazio, l’Altrove, una dimensione che ci sovrasta: l’arte ci apre quello spiraglio di luce che trasforma la nostra visione in conoscenza….
…Anna Rota Milani con la sua creatività esplora pazientemente, la tecnica si piega all’intuizione, ma non senza maestria, esplora per noi, perché attraverso la lettura delle sue opere possiamo svelare, rivelare a noi stessi ciò che siamo davvero….
…Naturalmente, per restituirci il suo mondo interiore, Anna Rota Milani si è imposta una severa disciplina, che non si appoggia soltanto alla tecnica, peraltro estremamente raffinata, ma al suo sguardo che dall’interno all’esterno e viceversa compie un viaggio fuori dal tempo, ma in un tempo saturo di presenza. Ed è per questo che le sue opere ci restituiscono bellezza e ci inducono alla contemplazione…

ALESSANDRA CESARE, Ottobre 2018

“…Per Anna, la pittura è L’ISOLA CHE C’È. L’isola di colorata quiete che smuove gioia, grazie a quell’alchemico vivace febbrile piacere che soltanto i colori sanno trasmettere. La materia colorata, e il segno, in quanto tale, è al centro della ricerca di Anna. La forma, il soggetto viene da sé, scaturisce da dentro. Il cielo, i campi, la natura diventano masse di colore, dove spesso il segno-colore è art autre nelle declinazioni più liriche ed impressioniste o in quelle più materiche ed espressioniste. Vortice di colori, girali intrecciati di meditate campiture cromatiche, sovrapposizioni slabbrate, grovigli di sfumature, spremute di energetico colore stese sulla tela da spatolate di luce che si alternano a distesi segni, graffi leggeri tanto da avvicinarsi, talvolta, ad un astrattismo lirico…”

Paolo Levi, Settembre 2018

Anna Rota Milani è autrice di una pittura raffinata, che descrive il paesaggio riservando alla luce la stessa attenzione dell’impressionismo ed esprimendo la stessa carica emotiva  dell’espressionismo. Ambientazioni naturalistiche o vedute urbane vengono evocate dall’artista  ricorrendo a una tavolozza di colori brillanti, che raccontano la vita nelle sue mille sfaccettature, come se la pittrice riuscisse a svelarne l’essenza più profonda. Questi lavori ricordano, nell’esecuzione tecnica, quelli del maestro del Divisionismo Rubaldo Merello, anche se Anna Rota Milani opera mediante spatolate o pennellate dense e materiche che vengono poi sfumate, in maniera tale che il colore intrecci un dialogo intimo e intenso  con tutti gli elementi della composizione. In questo modo la visione scivola morbida di fronte agli occhi di chi osserva e si fa avvolgente, capace di suscitare la sensazione di trovarsi all’interno stesso della superficie pittorica. La pittrice ricrea la magia di ambientazioni che sembrano affiorare dalle pagine di una narrazione romantica, luoghi di ricordo e di meditazione, dove la contemplazione della natura si fa estasi silenziosa, e viaggio solitario alla ricerca di un’oasi di bellezza.  L’impianto compositivo nasce dalla necessità di dare contorni al suo sentire, rafforzato poi nella declinazione armoniosa dei particolari. Tuttavia una sorta di vaghezza acuisce la sensazione di trovarsi di fronte ad una dimensione sospesa, dove la realtà si stempera in emozione. Nella ricerca di una congrua corrispondenza fra forma e contenuto, che la pittrice raggiunge grazie ad una precisa calibratura dei toni e degli spazi, la sua pittura si rivela come il susseguirsi di pagine di un diario intimo. Sono momenti di grande sincerità e di forte impatto emotivo, che comunicano a chi guarda il senso compiuto di una narrazione.

QUANDO IL COLORE DIVENTA NARRAZIONE         
Paolo Levi, Novembre 2017

il suo talento rende unico un linguaggio espressivo che possiede la preziosa dote della comunicatività.
La creatività è la forza motrice della sua arte che permette di realizzare opere pregevoli, riproducendo le emozioni di una realtà ispiratrice.
Arte ricercata che contempla ed esalta la bellezza regalandoci autentici attimi di pura poesia.
Ogni opera è caratterizzata da una perfetta armonia compositiva, frutto di un’attenta maestria tecnica affinata con lo studio e l’esperienza.

*foto: Premio Internazionale PAOLO LEVI, nelle stanze del Tiepolo

 

Paolo Levi, Ottobre 2015

Nel caso della ricerca figurativa di Anna Rota Milani, il critico d’arte avrebbe bisogno di seguire l’esecuzione di un suo dipinto, non tanto per sapere se le sue composizioni sono inizialmente preparate con un rapido schizzo di matita sulla tela bianca, quanto per concentrare la sua attenzione sulle preziose stesure cromatiche che si espandono vigorose sul supporto, in un magico dialogo tra luminosità e ombrature dialoganti. Nelle composizioni del 2014 Dalla terra al cielo e Sotto la neve, si avverte la concentrazione esecutiva, che possiamo definire senza alcun dubbio dotta, nell’affrontare la stesura della cromia di bianca tonalità, facendo una mirabile attenzione a non cadere nel comune errore di sporcare il bianco, anziché conferirgli vibrazione e candore. Questo è il superbo atto della nostra pittrice che, con uguale emozione, tratta i rossi dei papaveri, i verdi luminosi delle paludi, l’immensità dello spazio montano innevato protetto dall’azzurro del cielo. In questo gioco delle parti tra spazi e sinfonie cromatiche, si avverte quanto sia calcolata la stesura del colore, segno incisivo di forza e vitalità. La sapienza intuitiva di questa pittrice riesce a coniugare schemi figurali della tradizione con un sentimento contemplativo, concentrato ormai sulla sua definita sigla segnica. È artista che in ogni composizione esegue, tramite il suo sguardo, una sorta di acuta ricognizione visionaria. Nelle situazioni prospettiche soggettive di profonda poeticità, riesce a porre in risalto vedute tonali che confermano la sua intenzione di descrivere e trascrivere il silenzio, nel momento in cui evita l’apparizione umana. Tutto gioca invece su una cromia che in molti dipinti ha dell’imperioso, come nel caso della composizione del 2015 dal titolo Endurance. In queste pagine pittoriche, Anna Rota Milani utilizza l’amalgama del colore per creare tensioni ed espansioni lungo orizzonti fantasmatici. La sua ricerca è, in ultima analisi, la coniugazione della memoria visiva che ben interpreta l’osservazione del reale, racchiusa nella sua anima di poetessa consapevole della figurazione, come scommessa della bellezza della vita.


VISIONI SILENTI
Paolo Levi, Ottobre 2013

La tavolozza di Anna Rota è primaria rispetto al disegno che viene tracciato inizialmente sulla tela come guida della visione.

Si avverte in lei la necessità di essere verista, ma nel contempo di privilegiare un particolare definito da una luce rivelatrice. Ciò che più colpisce in questa ricerca è il dialogo cromatico fatto da sapienti contrappunti tonali. Se c’è un dono maturale in questa espressività è la sapienza della trasfigurazione, ossia la capacità di tramutare la visione in azzurri, gialli, verdi, bianchi: una miscela preziosa che porta alla ribalta quello che l’occhio sognante della pittrice sa captare così bene. Bisogna forse distinguere tra la nettezza delle sue facciate di case e la sua sensibilità nei confronti del paesaggio; ma in ogni caso la pittrice ha ormai raggiunto una sua sigla espressiva inconfondibile, poiché ciò che palpita in questi suoi lavori è l’anima del colore. La sua scrittura pittorica agisce come uno spartito musicale, riportando alla luce le armonie segrete di un universo prima percepito e poi rielaborato, si direbbe, in brevi attimi di concentrazione a occhi chiusi.

È nella coscienza vigile dell’artista dunque – grazie anche all’incantamento di un genuino stato emotivo – che l’immagine si ricompone in progetto pittorico, prima ancora di diventare creazione artistica concretamente attuata.

Infine, a lavoro finito, la pulizia del colore si impone in tutta la sua efficacia, grazie a una severa disciplina che la pittrice si è imposta, e che le deriva certamente dalla sua attenzione nei confronti dei capolavori museali ai quali si è rivolta con rispetto e amore. Perché non va dimenticato quanto Anna Rota sia rimasta idealmente fedele alla ricerca pittorica piemontese della fine dell’Ottocento, a quel tardo romanticismo che declinava soprattutto momenti di meditato silenzio. Nella sua pittura non c’è quindi spazio per la presenza umana, in quanto non necessaria alla sua poetica, dove la narrazione visiva è sospesa in un attimo fuori dal tempo e dalla storia.


IL RESPIRO DELLA NATURA
Paolo Levi, 2012

“Così, nell’immobilità, sospesi, percepire allora, in alto, come un frusciare immenso d’ali”

(Pablo Neruda)

Anna Rota è pittrice che procede, secondo un’immagine suggestiva di Arthur Rimbaud, seguendo la sua “ragione ardente”. La sua figurazione paesaggistica sa padroneggiare con veemenza la tavolozza. Nel caso ammirevole del dipinto “Sosta in Palude”, lo sguardo spazia nella lontananza prospettica di una visione lagunare, tratteggiata nell’essenzialità garbata di un colore volutamente mantenuto in toni tenui. La presenza del cielo, del mare, della spiaggia, è intuizione visiva mediata da una stesura quasi informale, che tuttavia non esclude la percezione sicura di un palcoscenico naturale, che fa pensare alla stagione invernale. La pittrice applica il colore come segno libero, senza i vincoli di tracce preparatorie, tramite pennellate stese con la delicatezza di chi presumibilmente conosce anche la tecnica all’acquerello. Ogni tacca di colore diventa quindi significativa, pregnante come la parola definitiva che scandisce una narrazione densa e poetica.


Lodovico Gierut, Novembre 2016

Una lode va alle “nevi” di ANNA ROTA MILANI, ai suoi paesaggi del Nord, all’aggregazione e all’intimismo insito in un insieme che racconta pittoricamente il passato – ma in parte il presente – di piccoli agglomerati urbani in cui il tempo pare essersi fermato. Le sue pennellate, fresche – appunto – come la neve appena caduta, dicono e raccontano luoghi, spesso precisi, del Piemonte, che credo però sia opportuno dirlo, potrebbero essere inseriti in posti geograficamente assai diversi.

Nelle opere di Anna Rota Milani, la concatenazione tematica, la neve, l’inverno e poi i colori qua e là ad accendere  l’alternarsi delle stagioni sono – me lo chiedo –  nel tempo o fuori del tempo?

Non so, ma vorrei che i suoi quadri portassero ognuno di noi in una dimensione “altra” – dove, diversamente dall’oggi, ebbro di tragicità e di fretta, la serenità avesse un ruolo primario.

La neve, protagonista di tante opere,  non copre però totalmente il rettangolo magico, ma s’accompagna a certi steli che attendono la Primavera, e poi certe volte delinea con incisività i contorni montuosi.

La pennellata di Anna Rota Milani è fluida, autentica e onesta, non cerca l’eclatante ma va al dunque senza intoppi e tentennamenti, dandoci stille di quel pensiero poetico che prendono forma grazie ai  simboli che stigmatizzano il “bianco” e la “neve”: Il primo, come sappiamo, diversamente dal nero, è all’opposto,  situato all’estremità cromatica.  è brillante, sa di “alba”.

L’alba, mi pare sia stato Kandinsky ad affermarlo,  agisce sulla nostra anima al pari del silenzio assoluto, un silenzio che sa di nascita: Penso che l’illustre pittore abbia  voluto alludere alla nascita, all’inizio, all’epoca glaciale, e infatti dipinti quali SOGNO BIANCO, IMMENSITA’ o IL RITORNO DALLA MESSA, ci potrebbero accompagnare lontano, molto lontano. Si tratta di quadri che le appartengono in modo completo, sono – metaforicamente – “ritratti della libertà” , giusti i concetti per cui l’arte si innalza, prendendo quota grazie ad immagini con precisi significati, mostrando e dimostrando ciò che si vuole esprimere, concretando – lei lo fa – il proprio pensiero.

Sono le “sue” scelte, sono l’affermazione di quello che è, del suo “Io” artistico, e così non  mi resta altro da dire che  formando, fermando ed affermando la “Natura” che le è accanto, ha plasmato, ha articolato i propri mezzi espressivi, raggiungendo un fine estetico e di contenuto che il pubblico saprà ben giudicare ed apprezzare.


Lodovico Gierut, Luglio 2015

Amante del bello   naturalistico, non posso fare altro che notare – di nuovo – la sua capacità di trasformare il lirismo intimo in immagini

L’inesausta, perenne ricerca ed esaltazione della bellezza sfocia sempre in una conquista effettiva, dove danzano le stagioni.

I suoi atti logici, poi, investono totalmente la realtà che guarda con giusto distacco in un farsi guidato da un pensiero concentrato nello sforzo di definire al cento per cento se stessa.

E’ opportuno poi rilevare che i suoi dipinti posseggono un autonomo linguaggio con immagini ricche di partecipata commozione, di attiva continuata presenza entro e per la natura.

Monotonia dell’amore?

Non so, in lei prevale in ogni caso una sincerità ben lontana dall’accademismo, nel rifiuto costante di certe altrui deformazioni espressionistiche.


Lorenzo Bonini, Ottobre 2016

ROSSO D’ESTATE  Olio su tavola 67 x 77

Le immagi realistico-simboliche sorprendono innanzitutto per la fisicità materica delle spatolate, con le quali compone e caratterizza le espressioni in termini spaziali. Sono le protagoniste indisturbate di una scena il cui significato riesce a penetrare e a colpire nel profondo. Una stesura che fissa sulla tela la percezione prospettica, attraverso l’uso di cromatismo acceso dai colori vibranti, essi sono i fondamenti principali del suo fare, del suo agire, gli elementi della tecnica con la quale esprime una situazione psicologica interiore dell’essere umano, (sapere cogliere e vedere) in un linguaggio di stati d’animo,  dove il non visibile è presente e si manifesta nell’atmosfera bloccata della veduta, colori, spazi, che costituiscono la base del motivo dell’arte, il cui racconto è reso visibile e coinvolge non solo l’artista ma tutti noi che lo osserviamo.


Massimiliano Orsini, Ottobre 2012

Nata a Gabiano Monferrato (AL), Anna Rota Milani si trasferisce presto a Torino per motivi di lavoro. La nostalgia delle amate contrade ormai lontane e, allo stesso tempo, gli stimoli dovuti alle scoperte monumentali e paesaggistiche della citta’ sabauda la portano più volte ad accarezzare l’idea della pittura.

“…. …ora a me sembra che Anna Rota Milani non sia al fondo interessata al passaggio dalla fantasia alla favola. Così, dunque, dalla natura l’incanto si trasferisce sulla tela mediante un’operazione al limite del metafisico. E nascono scene di paesaggio vuote di atmosfera, pervase di silenzio, immote, come sospese.

C’è un’ansia di purezza che non va però confusa con ingenuità. Non estasi, non trasognamento, non abbandono. Mostra invece lucida tensione la pittrice allorchè vaga la fantasia negli spazi aperti delle visioni naturali, fissando illusioni di paesaggi agresti o di scorci di vita popolare, di semplici cose o di sistemi di cose.

Sull’improbabilità del reale Anna affonda l’immaginazione. E lentamente sulla scena, cala come un fondale riflesso di natura incantata.

Non ci si soffermi ai colori accesi, gli aranci, i rossi, i verdi smeraldo. La maestria di Anna è ricercata, ma allo stesso tempo istintiva, la mano è sapiente e padrona del pennello.

L’attenta e profonda ricerca intorno al colore, ancor più della fantastica restituzione iconografica, è sicuramente uno dei tratti fondamentali del lavoro di Anna Rota Milani. Tonalità che appaiono in continuo dialogo attraverso efficaci quanto rapide dissolvenze-trasparenze cromatiche che danno, al tempo stesso, la piena testimonianza  della capacità fantastica della pittrice di saper oltrepassare, con sicurezza ed abilità,, i confini dello sguardo quotidiano su cose e paesaggi, per restituirceli, a noi spettatori, trasfigurati in una più intima e rinnovata essenza.
Armonia e sogno, là dove i nostri occhi, troppo spesso, riconoscono nel quotidiano solo lo specchio di una scontata banalità.

…è questa l’arte di Anna Rota Milani, un atto di spontaneità, un canto di gioia libero da vincoli e condizionamenti. E’ poesia autentica. I paesaggi panoramici coperti di verde e fiori, le case, le strade sotto una candida coltre di neve, i cieli azzurri solcati da nuvole vaganti, le acque turchesi dei fiumi, sono immagini fiabesche, che avvincono lo sguardo dell’osservatore, trasportandolo in un mondo di sogno e di pace… “


Alfredo Pasolino, 2013

In lei rivive il mito della tradizione storica, del racconto domestico e della terra. Artista genuina, di schietta filosofia improntata nello scandaglio e ricerca del profondo, per cogliere, ogni giorno di più, l’essenza delle cose, e della loro natura intrinseca, il significato più profondo della vita che viviamo.

Luce e armonia pongono l’accento sulla qualità della sua pittura, intrecciate nell’abbraccio della fruizione dell’opera.

Anna Rota guarda l’universo umano da lontano, in modo duale, tra visione ed essenza percepibile, filtrando un coacervo di sentimenti, riversati nella pennellata d’impressione. Un’armonia di colori vivi, caldi, stesi con pennellata vibrante veloce, che si alterna a tocchi più ampi e distesi, è di una grande suggestione.

Un realismo magico di forte impatto emotivo che si accosta alla pittura d’impressione. Anna vive intensamente, riproponendo sulla tela il fascino del paesaggio, ne crea la stessa suggestione contemplativa, che trasferisce con grande freschezza e spontaneità, sulla tela senza preclusione di tecniche.

L’armonia dei colori in equilibrio, si distingue vibrando in una sorta di visione lirica.

Esuberanza, gestualità e psicologia dell’anima già traducibile nella pennellata, si accompagnano ad una maturità intellettuale, reattiva nelle sue verità più fonde, con il linguaggio vitale del colore, ogni elemento naturalistico, inteso nell’esaltazione di squisite preziosità decantate dalla solubilità tumultuosa delle passioni tradotte in energia del pigmento, sedimentando in gamme tonali e zone d’ombra, custodi di ogni segreto crepuscolare delle sensazioni indefinite.

Qui la pittura trova motivi di seduzione, derivanti dalla sapienza di un lavoro coerente ai valori di più scoperta lettura.


Aldo Albani, Novembre 2011

Anna Rota dipinge per innata vocazione intimista.

Ormai da tempo, la pittura è entrata a far parte del suo esistere, esorcizzando l’autentica espressione del suo carattere estremamente sensibile all’evento creativo che caratterizza ogni opera dipinta.

La profonda sensibilità all’ancestrale richiamo della natura e delle creature viventi e soprattutto la sconfinata fantasia evocativa, fanno di Lei un’Artista integra, pronta all’aperto confronto con tutto ciò che di grande circonda il quotidiano, ben oltre l’assordante frastuono delle convulse metropoli, fatalmente condannate all’amarezza della solitudine.

Conseguentemente, predilige operare nel rasserenante silenzio che accarezza quel suo velato romanticismo: uno stato di grazia che le consente di dipingere con vibrante entusiasmo, paesaggi, nature morte, distese campestri, marine, germogli floreali, figure ed immagini oniriche, tempestate dai riverberi ambrati di preziose memorie gelosamente conservate nell’anima.

Così si evincono sussurri ed ovazioni, realtà contemporanee e scenografie immaginifiche, tersi orizzonti e soffuse atmosfere, in un sortilegio di accese visioni, dominate dalla più fragrante armonia, capace di promuovere confortanti ed irripetibili momenti di serenità.

Accenneremmo ad un impressionismo gestuale con l’addizione di rimandi macchiaioli, in cui ogni assunto delinea particolari stati d’animo ed intensi passaggi emozionali, vissuti a diretto contatto con il soggetto prescelto, quasi una serrata sfida contro il divenire medesimo dell’opera, che si sviluppa nel turbinio del pensiero.

Ed è in tale direttrice che insorge l’ispirazione primaria in via del tutto naturale e diretta, perché Anna Rota, assolutamente innamorata della pittura, ne ha assunto le più nobili finalità spirituali.

Concluderemmo il nostro intervento, soffermandoci con particolare riguardo, sul velato tratteggio chiaroscurale e soprattutto sulle rapide scansioni coloristiche che dall’intenso azzurro dei cieli, derivano al verdeggiare delle radure, in un mosaico di luce che lascia trasparire l’immortale valenza di un’eterea poesia.


Gian Giorgio Massara, 2011

-estratto-

Visitiamo ripetutamente l’atelier di Anna Rota ed in primis, ci sorprendono le opere che traggono spunto dal tema dell’acqua: si tratta di Stagni pronti a raccogliere la luce del cielo, circondati da verdeggianti rive fiorite, da un’ansa del fiume Po che s’insinua verso il libero mare, da un Fiume verde sulle cui sponde s’impone un cespuglio fiammeggiante che costituisce una gradevole quinta prospettica. E i n Verso l’infinito scorrono altre acque, mentre sulla riva di un lago dai toni cerulei sta una pensosa fanciulla, sola di fronte ai misteriosi monti lontani…….

…………il mare è d’un intenso azzurro, l’orizzonte s’è fatto luminoso in un dipinto silente invaso da chiarissime luci. É la medesima sensazione di silenzio che ritroviamo in opere quali “Azzurri” e “In volo nel cielo”, tele essenziali e meditate che suggeriscono aperture verso un rinnovato modo di far pittura.

7 Luglio 2017